13 CicaliPresentiamo con questa piccola intervista i portieri delle nostre squadre maschili di pallanuoto:
– Luca Mugelli, nato a Firenze il 17.07.1991, portiere della squadra di A1;
Massimiliano Cicali, nato a Bagno a Ripoli (FI) il 28.03.1997, portiere della squadra Under17;
– Francesco Roma, nato a Bagno a Ripoli (FI) il 18.08.1999, portiere della squadra Under15.

 


Quando hai iniziato, hai deciso tu di stare in porta o il tuo allenatore?

L: Ho scelto di stare in porta a circa undici anni: fosse stato per me avrei cominciato anche prima, ma purtroppo galleggiavo a mala pena. La decisione è stata molto semplice: eravamo una trentina di bambini ed una sola porta perciò, quando arrivava il tanto atteso momento di prendere i palloni e tirare, si creava una fila infinita. Non sopportando l’attesa, l’ unica soluzione logica era quella di fare il portiere, in modo da essere attivamente coinvolto su ogni tiro.
M: Stavamo facendo una partitella e l’allenatore chiese chi voleva andare in porta: andai io, mi piacque e decisi che il mio ruolo sarebbe stato quello di portiere.
F: Quando ho iniziato a giocare a pallanuoto ero negli under 13 e il mio allenatore di allora, Iacopo Mazzoni, ha provato a far stare un po’ tutti in porta: alla fine ha scelto me!

Hai mai pensato di cambiare ruolo?
L: Sinceramente no: e non è perché, come qualcuno potrebbe pensare, mentre gli attaccanti nuotano i portieri non faticano (metto subito le mani avanti). Lo ritengo essenzialmente un ruolo di responsabilità e di concentrazione e mi piace poter dire l’ ultima parola sull’esito di un’ azione, nel bene e nel male.
M: Sì… a chi ogni tanto non piace cambiare!
F: No, mi è sempre piaciuto il ruolo di portiere.

Qual è stata la parata più bella? E il goal subito più brutto?
L: Credo che entrambe le cose siano avvenute alla piscina di Bogliasco. Il gol più brutto è quello che ho subito quest’ anno da metà vasca, con una palla che mi è sgusciata tra le mani come una saponetta. La parata più bella penso di averla fatta l’anno scorso: un tiro “a porta vuota” da due metri sul quale, partendo dal palo opposto, sono riuscito a mettere una mano. Quella che mi ha dato più soddisfazione però è stata l’ anno scorso contro il Recco a tre secondi dalla fine, con conseguente vittoria.
M
Parate belle non mi vengono in mente, ma provo una grande soddisfazione quando una mia parata manda in crisi l’avversario. Diciamo che quando prendo goal non sono mai contento…
FA gennaio di quest’anno ho giocato una partita con gli under 17 contro il Sori, sostituivo il Cicali che si era infortunato, ed in quell’occasione ho fatto una bella parata su un tiro angolare di un giocatore molto forte. Sia i mie compagni che l’allenatore mi hanno fatto i complimenti e ne sono rimasto soddisfatto. Il gol peggiore invece l’ho preso in una partita nel torneo di Civitavecchia l’anno scorso, era un pallonetto centrale, ma avrei potuto benissimo prenderlo….

Qual è l’avversario che temi di più?
L: So che può sembrare banale ma ritengo che “temere” non possa far parte del dizionario di un atleta: certamente è necessario tenere presente chi si ha davanti e regolare le proprie mosse anche in relazione a questo. A prescindere dall’aspetto tattico, la cui importanza è relativa rispetto a quello motivazionale, trovarsi a confronto con un avversario forte dovrebbe soltanto dare nuovi stimoli. L’ostacolo che mi crea maggiore difficoltà risiede spesso nella rabbia o nel nervosismo, che talvolta tendono a sovrastare la lucidità necessaria per giocare al meglio.
M: Nessuno.
F: Nessuno in particolare, però c’è da stare sempre molto attenti al centroboa…

A quale grande atleta ti paragoni per caratteristiche di gioco?
L: Gioco nella squadra in cui hanno parato Umberto Panerai, molto partecipe al nostro percorso ed utile alla mia crescita, e Stefano Tempesti, che ho avuto il piacere di veder giocare qui durante i miei primi anni di pallanuoto: è sempre un’ emozione particolare giocarci contro. Sono due portieri fiorentini che hanno scritto pagine indelebili nella storia della società e non solo; ciò detto non mi sento assolutamente di poter paragonare il mio rendimento pallanuotistico a nessuno dei due.
M: Non mi paragono con nessuno perché ancora devo farne di strada, ma cerco di imparare da due maestri come Umberto Panerai e Luca Minetti che mi danno sempre preziosi consigli.
F: Non mi posso paragonare ancora a nessuno. Mi piacerebbe riuscire ad avvicinarmi al gioco del Tempesti. Comunque avere un allenatore come il Minetti, che è stato un portiere ad alti livelli, mi sta aiutando molto per la mia crescita sportiva e di questo lo ringrazio.

Nella vita ti senti più in difesa o in attacco?
L: Mi sembra triste pensare di passare una vita in difesa! Sportivamente parlando mi identifico nel mio ruolo, ma la mia filosofia generale tende alla ricerca di emozioni sempre nuove, non alla chiusura in una piatta tranquillità. Parallelamente a questo però mi piacerebbe essere un punto di riferimento, un baluardo della difesa, per le persone che mi stanno a cuore: da mia sorella, a Giulia, a Leo ed i miei amici più cari a, spero, i miei genitori e familiari.
M: All’attacco sempre e comunque!
F: Dipende dalle situazioni, a volte in difesa e a volte all’attacco.

L’appuntamento è per tutti SABATO 8 MARZO alle ore 15.00 alla Piscina Nannini di Bellariva per:
RN FLORENTIA – PROMOGEST

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Matteo (561)